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Il diritto d'autore nell'era dell'IA: il punto di vista di Mediaset nelle parole di Stefano Longhini, Direzione Legale

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    Redazione AIRIA
  • 14 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

“Regolamentazione, trasparenza, soluzioni legali: il nostro approccio all’IA”


In occasione del recente convegno “IA & Mercato”, Stefano Longhini, della Direzione Legale di Mediaset, ha messo in luce la posizione dell'azienda sul rapporto tra intelligenza artificiale (IA) e diritto d'autore, delineando un approccio propositivo ma rigoroso a livello normativo.


Regolamentare l'onda dell'Intelligenza Artificiale

Longhini ha definito l'IA come un'onda inarrestabile, ma che deve essere regolata in modo specifico anche per tutelare il diritto d'autore, elemento fondamentale strettamente legato alla creatività.


L'approccio di Mediaset è quello di affrontare l'IA in modo propositivo, sperimentandone l'utilizzo nella creazione di contenuti. Tuttavia, l'attenzione si concentra sull'impiego di sistemi di IA che rispettino il diritto d'autore e che non si addestrino su contenuti proprietari senza un'autorizzazione specifica, "sostenendo la possibilità di un'intelligenza artificiale lecita”.


Trasparenza e soluzioni legali

Un punto cruciale sollevato è la trasparenza. Nonostante l'azienda sia molto attenta nella difesa dei propri contenuti, la lentezza nell'avvio di azioni legali è dovuta alla difficoltà di trovare la prova dell'utilizzo non autorizzato da parte del sistema di IA.


Stefano Longhini ha rifiutato l'idea che l'opt-out possa invertire completamente il diritto d'autore, ribadendo che spetta all'autore decidere sull'utilizzo della propria opera. L'implementazione dell'opt-out, ha infatti dichiarato, non può essere considerata come necessaria perché venga rispettato il diritto di autore ed è tecnicamente complessa se non impossible per i singoli autori.


La soluzione definitiva promossa da Mediaset è quella delle licenze: il sistema di IA che desidera utilizzare un contenuto deve chiedere la licenza al titolare dei diritti. A questa si affianca il compenso come soluzione principale per l'utilizzo delle opere.


Infine, la citazione della sentenza GEMA VS OpenAI è stata vista come confortante: in linea con la Convenzione di Berna, essa stabilisce che la raccolta dati può essere a certe condizioni legittima, ma non la memorizzazione permanente e il loro utilizzo nella creazione degli output, confermando che le eccezioni non devono minare lo sfruttamento dell'opera.


Nelle sue conclusioni, Longhini ha sottolineato che, premessa la comprensibile difficolta per il diritto di tenere il passo con la rapidità dello sviluppo tecnologico, il tema è urgente, poiché nel frattempo che si cerca di regolamentare la situazione i dati vengono utilizzati e quelli “originali sono in esaurimento" .


Il contenzioso Gruppo Mediaset VS Perplexity AI

Il 4 Dicembre scorso, a distanza di pochi giorni dal convegno, è stata resa nota la notizia dell’apertura di un contenzioso legale tra il Gruppo Mediaset e Perplexity AI.


Reti Televisive Italiane (RTI) e Medusa Film (Gruppo MFE/Mediaset) hanno infatti citato in giudizio Perplexity AI, accusandola di aver violato il diritto d'autore utilizzando senza permesso programmi TV e film (come "Striscia la Notizia", "Le Iene", "Tolo Tolo") del gruppo per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale tramite crawling e web scraping sistematico. 


Mediaset ha chiesto al tribunale di bloccare ogni ulteriore uso non autorizzato dei contenuti e la condanna di Perplexity al risarcimento dei danni, in quella che è rivendicata come la prima iniziativa legale in Italia mirata a contestare le violazioni di copyright legate all'uso dell'IA.


Abbiamo avuto l'opportunità di porre qualche domanda in merito proprio a quest'ultima notizia a Stefano Longhini, che ringraziamo per la grande disponibilità.


Come si colloca il contenzioso con Perplexity AI all'interno della strategia generale di Mediaset sull'Intelligenza Artificiale, discusso durante il convegno "IA e Mercato"?


SL: Come ho avuto occasione di dire nel corso del convegno l’attenzione che Mediaset ha verso il diritto di autore e gli investimenti su questo effettuati è totale perché rappresenta il core business dell’azienda. Purtroppo l’approccio delle piattaforme e dei sistemi di intelligenza artificiale alle negoziazioni per l’utilizzo di contenuti e dati parte dall’errato presupposto che questi possano essere usati senza consenso e sono quindi negoziazioni non equilibrate. Da qui la necessità di dovere, e ribadisco purtroppo, instaurare dei contenziosi che hanno come primo proposito la ricerca di accordi giusti e solo in mancanza di un risarcimento del danno.  


Nel contesto della sua pluriennale esperienza legale in Mediaset, ritiene che l'approccio alle questioni relative all'Intelligenza Artificiale sollevi interrogativi radicalmente nuovi, oppure si tratta di aspetti in qualche modo già affrontati durante le precedenti fasi della trasformazione digitale?


SL: Entrambe le cose: nuovi per la portata dell’innovazione e delle potenzialità (positive e negative) dell’intelligenza artificiale; ripetuti per il tentativo delle aziende tecnologiche di utilizzare il lavoro altrui per il proprio business senza riconoscerne i diritti. Approccio miope perché se chi crea non viene retribuito non creerà più e la tecnologia non avrà più nulla di cui nutrirsi. 






Un momento del convegno "IA & Mercato" dello scorso 25 Novembre, durante la relazione di Stefano Longhini, Direzione Legale Mediaset
Un momento del convegno "IA & Mercato", durante la relazione di Stefano Longhini, Direzione Legale Mediaset

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