Data center, l’Italia prova a fare sistema
- Gabriele Scafati

- 8 ore fa
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La nuova legge li riconosce come infrastrutture strategiche: semplificazioni, energia, cybersecurity e attrazione degli investimenti al centro della delega al Governo
Dopo quasi due anni di sforzi, la bozza di legge “sui data center” - che oltre alla firma della deputata Giulia Pastorella porta anche quelle di altri colleghi, “multi-partisan” - è stata finalmente approvata: nella seduta di martedì 24 febbraio, l'Assemblea della Camera ha licenziato il testo unificato (1928-A/R) volto a fornire un inquadramento normativo per l'organizzazione, la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento dei “centri di elaborazione dati”, cosiddetti «data center» che, ora, passa all'esame del Senato.
Il sapore è quello di un provvedimento di politica industriale digitale - non solo amministrativo – che, in estrema sintesi, istituisce una legge delega per regolamentare in modo unitario i data center, riconoscendolicome infrastrutture strategiche nazionali, ed introducendo semplificazione autorizzativa, con un occhio di riguardo particolare per la disciplina di energia, sostenibilità e cybersecurity, nonché il rafforzamento della sovranità tecnologica e protezione dei dati.
Una delle ambizioni principali, giustamente, è quella di attrarre investimenti e recuperare competitività a livello europeo, in termini di ecosistema digitale.
Vediamo cosa introduce, con esattezza, questo provvedimento.
Struttura della legge
Articolo 1 – Finalità
Stabilisce l’obiettivo di:
1. sostenere la crescita digitale del Paese;
2. disciplinare organizzazione, realizzazione e sviluppo dei data center;
3. garantire approvvigionamento energetico sostenibile.
Articolo 2 – Definizione giuridica
Introduce una definizione precisa di “centro di elaborazione dati”, inteso sia come:
1. struttura fisica;
2. infrastruttura tecnologica per servizi informatici e gestione dati.
L’obiettivo è evitare frammentazioni e incertezze amministrative.
Articolo 3 – Delega al Governo
Il Governo ha 6 mesi per adottare decreti legislativi che disciplinino in modo organico il settore.
Tali decreti attuativi dovranno in particolare prevedere:
a. Semplificazione autorizzativa
✓ procedure uniche e accelerate;
✓ termini massimi per autorizzazioni;
✓ codice ATECO dedicato al settore;
✓ iter unificato per nuovi progetti e ampliamenti.
I progetti sono qualificati come di pubblica utilità, indifferibili e urgenti.
b. Energia e sostenibilità
✓ priorità di accesso alla rete elettrica;
✓ incentivi ad autoproduzione energetica e sistemi di accumulo;
✓ disciplina uniforme sulle emissioni dei gruppi elettrogeni;
✓ enfasi su energia sostenibile e riduzione consumi.
Il tema energetico è centrale perché i data center sono energivori.
c. Sicurezza e protezione dati
✓ rafforzamento tutele GDPR;
✓ obblighi organizzativi e responsabilità chiare;
✓ rafforzamento controlli e coordinamento amministrativo.
I data center sono qualificati come infrastrutture critiche.
d. Sovranità tecnologica
Il provvedimento punta a:
✓ rafforzare i data center pubblici (es. server farm della PA);
✓ tutelare i dati dei settori critici.
Viene esplicitamente collegato alla transizione digitale e all’intelligenza artificiale.
e. Formazione e competenze
Si promuove:
✓ formazione digitale avanzata in scuole, ITS, università;
✓ sviluppo competenze specialistiche per il settore.
In conclusione, vale la pena citare qualche numero che viene ricordato nel dibattito, nonché alcune criticità.
Rispetto ai numeri, si ricorda che oltre 7 miliardi sono stati investiti tra il 2023-2025 nel nostro Paese, in data center, con una crescita del 17% della capacità installata nel 2025 e più di 80 nuovi progetti annunciati 2026-2028; il settore è descritto come opportunità da circa 15 miliardi di euro.
Rispetto alle criticità emerse nel dibattito politico, invece, si segnalano la mancanza di stanziamenti economici dedicati, il rischio deroghe eccessive per strutture energivore, nonché possibili ritardi nell’adozione della normativa.
Insomma, c’è tanta carne al fuoco, su un tema di estrema rilevanza, che è giusto attenzionare e monitorare, sperando che porti i frutti sperati al sistema Italia e all’ecosistema digitale, tutto.


